Gli Stati Uniti stanno affrontando una drammatica recrudescenza del morbillo, una malattia dichiarata eradicata nel 2000 grazie alla vaccinazione. Dall'inizio del 2026 sono stati confermati oltre 5.180 casi, un livello che non si vedeva da oltre trent'anni. Quasi tutte le persone infette non erano vaccinate.
Da agosto si sono registrati otto decessi, tra cui diversi bambini piccoli. Molti esperti ritengono che questa situazione si sarebbe potuta evitare con una maggiore copertura vaccinale. L'epidemia, iniziata nel 2025, è ancora attiva e potrebbe portare alla perdita dello status di paese libero dal morbillo, attualmente in fase di rivalutazione da parte delle autorità sanitarie continentali.
L'amministrazione è oggetto di intense critiche per la gestione della crisi. I tagli al bilancio delle agenzie sanitarie e la diffusione di messaggi che alimentano l'esitazione vaccinale sono regolarmente citati come fattori contribuenti. Il Ministro della Salute è accusato di aver diffuso informazioni fuorvianti sulla vaccinazione e di aver minimizzato i rischi associati alla malattia.
Il morbillo, altamente contagioso, si manifesta con febbre, sintomi respiratori ed eruzione cutanea. Può anche causare gravi complicazioni, come polmonite o danni neurologici, talvolta fatali.
Sebbene la vaccinazione rimanga teoricamente obbligatoria, numerose esenzioni per motivi religiosi o filosofici consentono alle persone di evitarla in diversi Paesi. La loro proliferazione a partire dalla pandemia di Covid-19 preoccupa gli operatori sanitari, che ora temono un aumento di altre malattie prevenibili, come la pertosse o la varicella, con conseguenze particolarmente gravi per i bambini.
Frank Verain
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